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Selfie spaziali e migranti climatici

Con una certa frequenza appaiono foto di sonde spaziali che fotografano sé stesse. Dei selfie, insomma. Ma non si vede mai lo stick o, meglio in questo caso, un braccio robotico alla cui estremità è montata la fotocamera. Come è possibile?

Forse non stiamo osservando una sola fotografia ma bensì… ascoltate l’intervista a Stefano Dalla Casa, che scioglie l’enigma. Della casa, insieme a Paolo Bellutta, è autore del saggio “Autisti Marziani” , nel quale si racconta anche come sia possibile costruire una sonda in grado di muoversi sulla superficie di un altro pianeta e come si riesca a guidarla da Terra.

Bruno Arpaia è uno scrittore e giornalista di scienza che ha pubblicato da poco “Qualcosa, la fuori”, libro il cui tema centrale è il problema dell’alterazione dell’ambiente terrestre e le criticità che ne conseguono, narrate lungo le pagine di un affascinante romanzo distopico.

In un futuro molto prossimo il riscaldamento climatico ha causato la desertificazione di gran parte dell’Europa Continentale. Pianure aride e desolate, infrastrutture abbandonate, scarsità d’acqua.

Migliaia di italiani migrano verso la Scandinavia, uno dei pochi luoghi rimasti abitabili…

 

Inutile affermare che, più che un romanzo fantascientifico, il racconto di Bruno Arpaia assume pagina dopo pagina le sembianze di una proiezione futura decisamente accurata.

 

 

 

 

 

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