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Cosa si nasconde sotto Stonehenge? Ora lo sappiamo

Tutti abbiamo in mente il sito neolitico di Stonehenge. Una pianura verde al cui centro si trova una struttura circolare fatta da blocchi di pietre maestosi e isolata nella vastità delle campagne della Gran Bretagna.

È un’immagine suggestiva ma destinata a cambiare. Le rovine di Stonehenge, infatti, erano parte di un insediamento molto più vasto, con lunghe strade e altri megaliti eretti in verticale.

Un paesaggio più complesso – di cui Stonehenge costituisce “solo” il culmine – che è stato scoperto grazie a tecnologie avanzate di analisi non invasiva del sottosuolo, utilizzate dai ricercatori del Ludwig Boltzmann Institute di Vienna, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di Leicester.

 

I risultati sono stati presentati durante un convegno organizzato dal Cultural Heritage Center (CHC) del Politecnico di Milano, una nuova realtà con l’obiettivo di essere punto d’incontro tra le tecnologie, la ricerca e il nostro grande patrimonio culturale architettonico.

 

Abbiamo realizzato una serie di videointerviste che raccontano il lavoro di ricerca svolto per “riportare alla luce la Stonehenge sotterranea”.

 

Un’iniziativa importante, dalla spiccata vocazione interdisciplinare, di cui ci siamo fatti raccontare i dettagli in onda da Giulio Magli, Ordinario di Archeoastronomia al Politecnico di Milano, e da Lucia Toniolo, Presidente del Centro Beni Culturali del Politecnico.

Qui l’audio dell’intervista radio:

 

 

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