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La scienza delle serie tv

Le serie televisive sono ricchissime di scienza: in molti casi entra in scena a supporto della trama, in altri le teorie scientifiche assumono una forte funzione divulgativa. Una sceneggiatura ben strutturata e raccontata può arrivare a esorcizzare alcuni temi difficili, come, ad esempio, quello dei disturbi dello spettro autistico, sapientemente rappresentato nella figura ironica e amata di Sheldon, uno dei nerd protagonisti di The Big Bang Theory.

Un altro esempio, di come la realtà scientifica si presti a rendere reali e credibili le trame delle fiction. I metodi per sintetizzare la metanfetamina di Walter White, il chimico di Breaking Bad, sono riprodotti nella serie con una tale esattezza e con dovizia di particolari, tanto che le autorità antidroga americane furono messe in allarme e obbligarono gli sceneggiatori a “sporcare” l’accuratezza della ricostruzione. La metanfetamina può essere, infatti, prodotta a partire da materiali acquistabili legalmente. Una messa in scena troppo accurata sarebbe diventata un corso gratuito per chi avesse voluto davvero sintetizzarla.

La chimica di Breaking Bad, gli alieni di X-Files, le diagnosi del Dr House, gli algoritmi strampalati di The Big Bang Theory: questi sono solo alcuni degli esempi attraverso i quali Andrea Gentile, giornalista e divulgatore scientifico, ci svela la scienza nascosta nelle trame delle nostre serie televisive preferite nel suo libro “La scienza delle serie tv” (Ed. Codice).

QUI Andrea Gentile ci racconta un po’ di aneddoti.
Buon ascolto!

 

 

 

 

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