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ExoMars, la missione europea per l’esplorazione di Marte: tecnologia italiana in prima linea con lo strumento dedicato a Schiaparelli.

L’AUDIODOCUMENTARIO SULLA MISSIONE EXOMARS

 

 

É partita ExoMars, la missione organizzata dall’Agenzia spaziale europea (Esa) e dall’Agenzia russa (Roscosmos), per una nuova esplorazione del pianeta Marte. La missione prevede due fasi. La prima, quella appena partita, ha l’obiettivo di studiare l’atmosfera marziana e testare le tecnologie per l’atterraggio della sonda in preparazione del secondo lancio, che si realizzerà nel 2018 e che porterà su Marte un rover robotico in grado di penetrare e analizzare in profondità il suolo del pianeta.

Sarà la prima volta che una missione riuscirà a indagare la composizione del sottosuolo marziano alla ricerca di tracce di vita.

 

L’Esa ha assegnato al nostro paese la leadership della missione. Sono infatti italiani gli strumenti principali per entrambe le fasi di ricerca: il modulo di discesa di ExoMars 2016, denominato ‘Schiaparelli’ in onore dell’astronomo italiano dell’Ottocento grande conoscitore del pianeta, e la trivella che perforerà la superficie marziana.

 

ExoMars è partita dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. Dopo un viaggio di circa sette mesi e di oltre 100 milioni di chilometri, entrerà nella sottile atmosfera di Marte a 21 mila chilometri orari. Attraverso alcuni razzi sarà possibile ridurre la velocità fino a 15 chilometri orari per eseguire in soli otto minuti un atterraggio controllato dalla Terra.

Lo Schiaparelli è uno strumento sofisticato composto da una stazione meteo tecnologicamente avanzata, dotata di sensori per la misura dei parametri climatici (pressione, temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare). Questo sistema è fondamentale per studiare le condizioni ambientali durante le forti tempeste di sabbia che contraddistinguono il clima marziano.

 

I dati raccolti saranno utilizzati per la seconda fase della missione, quando arriverà su Marte il rover dotato dell’innovativo perforatore. Questo dispositivo, progettato e realizzato in Italia, sarà in grado di eseguire un carotaggio del suolo fino a due metri di profondità (misura utile per descrivere la morfologia di un pianeta) e permetterà -per la prima volta- di conoscere la conformazione rocciosa e la presenza di lenti di acqua, grazie a uno spettrometro che analizzerà in tempo reale la componente geologica e biologica del sottosuolo.

 

A settembre 2015, infatti, la NASA ha annunciato la presenza di acqua salata e liquida su Marte (Qui il video della conferenza NASA). Le immagini diffuse dall’Agenzia americana mostrano chiaramente la presenza di striature provocate dall’erosione di acqua che scorre sulla superficie di Marte.

 

Non è un caso che l’Agenzia spaziale italiana abbia dedicato proprio a Giovanni Schiaparelli lo strumento principale della nuova missione ExoMars. L’astronomo piemontese, infatti, fu il primo a ipotizzare che su Marte ci potesse essere acqua. Arrivò così a formulare la ‘teoria dei canali di Marte’, tanto criticata allora quanto accreditata oggi.

 

Più di un secolo per rivalutare le teorie di Schiaparelli sull’acqua di Marte

Era il 1893 quando Schiaparelli pubblicò “Il pianeta Marte”, dopo oltre vent’anni di studi e osservazioni del pianeta. L’astronomo rilevò con il telescopio le irregolarità della superficie e una fitta rete di strutture lineari.

 

«tutta la vasta estensione dei continenti è solcata per ogni verso di una rete di numerose linee o strisce sottili di color oscuro[…]. Queste linee o strisce sono i famosi canali di Marte»

 

Per queste affermazioni lo scienziato fu oltraggiato e attaccato dall’opinione pubblica e dal mondo accademico. In realtà, Schiaparelli finì in una trappola linguistica che gli creò non pochi problemi, perché la sua definizione ‘canale’ fu tradotta in inglese con ‘canal’ (anziché ‘channel’), un sostantivo che rimanda a un manufatto artificiale. Da qui la diffusione della notizia che uno scienziato italiano avesse scoperto segni di vita, per giunta evoluta, su Marte. L’astronomo accettò inizialmente l’equivoco, che tanta fama gli aveva generato, ma in seguito alle critiche di molti e importanti colleghi, fu costretto a fare un passo indietro e a dichiarare che i canali altro non fossero che illusioni ottiche derivate dalla scarsa risoluzione dello strumento usato per le osservazioni.

IL VIDEO DELLA MISSIONE ESA

 

Questo video d’animazione curato da ESA illustra le fasi del lancio e il momento in cui il Trace Gas Orbiter, con il lander Schiaparelli, si è separato dal vettore per intraprendere il suo viaggio verso Marte.

 

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