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Il contagio emotivo dei cani

Se ci troviamo davanti a una persona che ride, quasi automaticamente ci viene da sorridere.

È un fenomeno chiamato “contagio emotivo”, avviene anche quando abbiamo di fronte una persona che manifesta emozioni tristi e, secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, non è più una prerogativa degli esseri umani e di alcuni primati.

La ricerca, pubblicata su Royal Society Open Science, ha infatti dimostrato che anche i cani provano empatia.

Gli etologi del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo pisano, Elisabetta Palagi, Velia Nicotra e Giada Cordoni, hanno osservato il comportamento dei cani in un parco pubblico di Palermo e hanno girato circa 50 ore di riprese video. In particolare, sono state studiate le espressioni facciali (la bocca socchiusa e rilassata) e le posizioni corporee (l’inchino giocoso[1]) dei cani. I ricercatori, inoltre, sottoponevano un questionario ai padroni per ricevere tutte le informazioni sul cane osservato (età, indole, rapporto con gli altri cani, etc).

I cani, proprio come noi, sperimentano una reazione involontaria e automatica, nonché rapidissima, alla mimica facciale dei propri simili, tanto più se hanno di fronte un “amico” con il quale hanno giocato in precedenza.

Tuttavia sappiamo che ci sono situazioni in cui due cani a 20 metri di distanza iniziano subito a ringhiare. Come spiegare questo comportamento?

Lo abbiamo chiesto a uno dei membri del gruppo di ricerca, Elisabetta Palagi, che ci ha illustrato i dettagli dello studio in questa intervista.

 

 

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[1] La postura con cui l’animale finge di attaccare l’avversario, tenendo bassa la parte anteriore del corpo, e tirando su quella posteriore.

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