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La senatrice Elena Cattaneo denuncia un caso di mala-ricerca italiana sugli OGM

Federico Infascelli, Professore Ordinario di nutrizione e alimentazione animale dell’Università “Federico II” di Napoli, è accusato di avere manipolato i dati delle sue ricerche nell’ambito degli effetti dell’assunzione di organismi geneticamente modificati.

L’inchiesta avviata dalla commissione d’indagine nominata dal rettore della Federico II è in corso e sarebbe prematuro – nonché scorretto – esprimere un giudizio sulla vicenda. A Moebius ci siamo limitati, per ora, a ricostruire i fatti insieme a Roberto Defez, genetista del CNR di Napoli, e Enrico Bucci, direttore scientifico e amministratore delegato della Biodigital Valley Srl, la società specializzata nell’analisi di dati biomedici che ha valutato i lavori di Infascelli.

Come è iniziata la vicenda?

L’8 luglio 2015 Federico Infascelli e Roberto Defez intervennero davanti alla Commissione Agricoltura del Senato per relazionare sul tema degli OGM. I due ricercatori erano stati convocati, in qualità di esperti, per presentare i risultati delle loro ricerche. Defez si espresse favorevolmente nei confronti delle tecnologie per modificare geneticamente le piante, mentre Infascelli espose le sue critiche a riguardo[1].

Faceva parte della Commissione la senatrice e biotecnologa Elena Cattaneo, la quale a fine luglio 2015 sollevò i suoi dubbi sulle le ricerche di Infascelli tramite una lunga e dettagliata lettera. Le perplessità della Cattaneo riguardavano il metodo utilizzato, l’assenza di fondamento di alcuni risultati e le immagini presenti negli articoli di Infascelli[2].

A seguito di questa lettera l’Università di Napoli ha fatto partire un’inchiesta, coinvolgendo Enrico Bucci per analizzare le immagini.

«Sono partito dalle immagini che originariamente erano state identificate dalla professoressa Cattaneo e, in seguito, ho esteso l’analisi a tutte le pubblicazioni del gruppo di Infascelli – ha dichiarato Bucci ai nostri microfoni – ; il risultato è che si nota un consistente numero di manipolazioni, tutte utilizzate negli articoli di ricerca sugli OGM (…) e, cercando dati precedenti, è stato possibile risalire a una tesi di dottorato che era la sorgente di queste immagini manipolate».

Tutte le immagini si riferivano a una tecnica particolare impiegata per studiare la presenza di frammenti di DNA o di proteine provenienti da cibo transgenico nei tessuti degli animali che se ne sono nutriti. Nel lavoro di Infascelli si afferma che alcuni capretti modificano la propria fisiologia in seguito all’assunzione di latte di capre alimentate con OGM. In estrema sintesi: i transgeni inseriti nel cibo si inseriscono nel tessuto animale.

L’aspetto controverso degli articoli di Infascelli è che i risultati non dimostrano che gli organismi geneticamente modificati generano effetti negativi o nocivi. Lo fanno però intendere nei titoli e nell’abstract.

In un articolo pubblicato nel 2010 (il più importante per capire quest’ultimo passaggio) e titolato “Fate of transgenic DNA and evaluation of metabolic effects in goats fed genetically modified soybean and in their offsprings” ovvero “Il futuro del DNA transgenico e valutazione degli effetti metabolici sulle capre nutrite con soia geneticamente modificata e sui loro discendenti” viene descritto uno studio che riguardava due gruppi di conigli, il primo alimentato con soia OGM e il secondo con un altro tipo, non dichiarato, di soia. Enrico Bucci ci racconta che Infascelli concluse la sintesi dell’articolo scrivendo che, in seguito a una serie di analisi svolta sui conigli dei due gruppi, questi animali presentavano un peso identico, così come tutti i loro organi. Quindi, dopo gli esperimenti, non risultavano gli effetti degli OGM che venivano citati nel titolo del paper. La ricerca, nei fatti, non era in grado di misurare e valutare alcun effetto sugli animali.

In un articolo di questo tipo gli OGM c’entrano poco. È l’ambiguità del testo che porta a un’interpretazione sbagliata. Nell’articolo sembra che siano stati osservati dei cambiamenti ma non si capisce di che tipo. L’impressione che se ne ricava è quella di una relazione per affermare che ci sono dei cambiamenti e quindi che gli OGM producono effetti negativi. Il tutto, associato alle immagini alterate, rappresenta una grande stranezza.

Come è possibile che gli articoli non siano stati analizzati prima di essere pubblicati? I valutatori spesso non controllano i dati, essendo chiamati a giudicare solo la coerenza e la portata di quanto si afferma negli articoli scientifici. Alcuni dei lavori di Infascelli sono stati pubblicati su quelle che vengono definite “riviste predatorie”: testate che garantiscono la pubblicazione a fronte di un compenso in denaro da parte degli autori.

Federico Infascelli, sulle pagine de La Repubblica, si difende dalle accuse: «Io sono sereno. (…) Sono certo che verranno sbugiardati i demistificatori della verità. Certo quello degli OGM è un argomento sensibile: abbiamo toccato interessi più grandi di noi» e conclude affermando che «la strada più semplice per verificare se abbiamo mentito è ripetere l’esperimento. Lo facciano e vedremo».

 

Il 14 gennaio Enrico Bucci ha reso pubblica la sua analisi sulle immagini e sugli articoli di Infascelli.

A Moebius continueremo a seguire la vicenda.

Qui è possibile ascoltare la versione integrale dell’intervista a Roberto Defez ed Enrico Bucci andata in onda il 23 gennaio.

 

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[1] Audizione informale di esperti sull’atto comunitario n. COM (2015) 177 def. (uso di alimenti geneticamente modificati): https://webtv.senato.it/4191?video_evento=1903
[2] Referenze agli articoli analizzati da Elena Cattaneo:
Tudisco, R. et al. Animal 4, 1662–1671 (2010).
Mastellone, V. et al. Food Nutr. Sci. 4, 50–54 (2013).
Tudisco, R. et al. Small Rumin. Res. 126, 67–74 (2015).
Tudisco, R. et al. Anim. Sci. 82, 193–199 (2006).

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