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L’ulcera di Ötzi, la Mummia del Similaun

Torna a fare parlare di sé Ötzi, la Mummia del Similaun ritrovata il 19 settembre 1991 sulle Alpi Venoste al confine fra l’Italia e l’Austria e conservata al Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano. Il corpo di Ötzi è di un essere umano di sesso maschile risalente all’Età del rame (tra il 3300 e il 3100 a.C.) e vari studi hanno collocato l’età della morte fra i 40 e i 50 anni.

La mummia è soggetto di continue ricerche da parte dell’EURAC di Bolzano che nel 2007 ha fondato l’Istituto per le mummie e l’iceman. I ricercatori studiano anche quello che era lo stato di salute di Ötzi e recentemente hanno scoperto che oltre ad artrosi e vasi sanguigni calcificati, la Mummia del Similaun soffriva anche di problemi di stomaco.

I ricercatori hanno analizzato il contenuto dello stomaco della mummia e hanno individuato le tracce della presenza dell’Helicobacter pylori, un batterio molto comune ma che ha fornito importanti dettagli per ricostruire il percorso evolutivo dell’essere umano da allora fino ai giorni nostri. Quel particolare batterio si trova al giorno d’oggi nel sub-continente indiano ma in Europa è completamente scomparso. Che ci faceva l’Helicobacter asiatico nel corpo della mummia europea?

A questa domanda ha risposto Albert Zink, paleopatologo e direttore dell’Istituto, che ha anche fornito ulteriori dettagli sui risultati di una ricerca paleogenetica che avrà delle importanti ricadute sulla ricostruzione storica di quei secoli.

L’intervista:

 

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