Radio24 | Il Sole 24 ORE

Due mondi: la storia della biotecnologa araba Hayat Sindi

Il dialogo è una componente fondamentale per distinguere e capire culture diverse messe a confronto, come nel caso del complesso rapporto tra mondo occidentale e islamico. Diamo il nostro piccolo contributo raccontandovi la storia di chi si impegna per portare questo dialogo a un livello più profondo: la biotecnologa Hayat Sindi.

 

Hayat Sindi Foto: Jonathan Torgovnik / Newsweek
Hayat Sindi
Foto: Jonathan Torgovnik / Newsweek

 

Hayat Sindi nacque a La Mecca, in Arabia Saudita, e nel 1991 convinse il padre a lasciarla partire da sola per studiare in Inghilterra. Al suo arrivo in Gran Bretagna, la Sindi non parlava l’inglese e risentiva della differente preparazione scientifica offerta delle scuole del proprio paese. Nonostante le iniziali difficoltà fu la prima donna mediorientale a ottenere un dottorato all’Università di Cambridge.

 

Hayat Sindi Foto: UNESCO
Hayat Sindi
Foto: UNESCO

 

Hayat Sindi è la fondatrice dell’Institute for Imagination and Ingenuity, con sede nella città di Gedda, ente che si impegna da anni nello sviluppo di progetti di ricerca con una forte propensione all’applicazione sociale. Come spiega la stessa Hayat Sindi, lo slancio che «ci permette di immaginare l’erba che cresce nel deserto» deve essere affiancato a una praticità che lei definisce “ingenuità”, senza la quale «i sogni rimarranno sogni».

Iniziative, persone e fatti da prendere come esempio sono presenti in qualunque parte del mondo, occidentale o islamico che sia.

La collega giornalista Elisabetta Curzel ha incontrato Hayat Sindi al World Science Forum di Budapest.

 

L’intervista:

 

 

Per iscrivervi gratuitamente al nostro podcast:

iTunes – RSS

Potete seguirci su:

Facebook – Twitter – Youtube

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.