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Kepler 452-b: un “gemello” o un “cugino” (molto) lontano?

Giovedì 23 luglio 2015 alle 12.30 (orario della Costa Orientale degli Stati Uniti, le 18.30 in Italia), durante la conferenza stampa indetta dalla NASA, è stata annunciata la scoperta del pianeta Kepler 452-b.

Subito si è parlato di pianeta “cugino” o, addirittura, “gemello” della Terra.

Foto: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle

Accantoniamo le emozioni e cerchiamo di capire meglio la portata di questa scoperta. Lo abbiamo fatto assieme a Giovanna Tinetti, docente di astrofisica allo University College of London ed esperta di esopianeti (suo il recente saggio, edito da Il Mulino, “I pianeti extrasolari”).

 

Kepler-452b è più grande della nostra Terra del 60%, è roccioso come il nostro pianeta e orbita attorno a una stella simile al nostro Sole, così come è simile la distanza che intercorre tra essi: il periodo di rivoluzione (l’anno) di Kepler-452b dura circa 385 giorni.

 

Dai primi anni ’90 sono stati scoperti più di 2.000 pianeti, molti di essi proprio grazie allo straordinario lavoro del telescopio Kepler, in orbita attorno al Sole, il quale è stato “specificatamente progettato per monitorare una porzione della nostra regione della Via Lattea e scoprire dozzine di pianeti simili alla Terra vicino o nella zona abitabile e determinare quante delle miliardi di stelle della nostra galassia posseggano pianeti”.

La cosa più interessante non è cercare oggetti simili a quelli del nostro Sistema Solare, ma, bensì, rintracciare corpi completamente diversi. Ci sono pianeti estremamente caldi, alcuni particolarmente freddi. Altri, invece, hanno dimensioni e caratteristiche tali da essere definiti “superterre”. Questo è il caso di Kepler 452-b.

 

 

L’emotività suscitata dalla sua scoperta è giustificata?

Abbiamo modo di conoscere altri dettagli su questo pianeta?

Riusciremo a raggiungerlo con i mezzi attuali? E con quelli del futuro?

 

A queste domande ha risposto Giovanna Tinetti

 

 

 

 

 

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