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Da Trento arriva una ragnatela sintetica ultra-resistente

La ragnatela, la sottile tela che i ragni producono, è estremamente resistente; il suo carico di rottura è superiore a quello dell’acciaio di alta qualità.

Oggi è possibile riprodurre questo materiale in laboratorio, creando una vera e propria tela sintetica. È il risultato di una ricerca, pubblicata su Nature Communication, del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento.

La seta del ragno è composta da alcuni componenti fondamentali che possono essere ricreati artificialmente. Ciò che rende la ragnatela così unica, però, è il modo in cui il ragno assembla queste elementi così da ottenere una seta così resistente. È durante questo processo che la seta acquisisce le sue particolari qualità.

Grazie a delle simulazioni, i ricercatori hanno osservato il meccanismo, detto spinning, tramite il quale il ragno assembla la sua tela in modo così efficiente. Consideriamo che la tela di ragno ha una resistenza alla trazione superiore di quattro volte a quella del migliore acciaio (1 gigapascal contro i 4 della tela). I ricercatori stanno lavorando al fine di creare una macchina per produrre un filo sintetico con queste stesse caratteristiche. I campi in cui si potrebbe applicare questo materiale resistentissimo sono molteplici dal settore medico fino a quello edile, ad esempio in bio-medicina è ideale per il filo da sutura che deve essere resistente e biocompatibile.
Il team di ricerca sta già lavorando per riuscire a ottenere dai ragni una seta composta di grafene e nanotubi di carbonio.

 

Nicola Pugno, Direttore del Laboratorio di nanomeccanica bio-ispirata e grafene dell’Università di Trento, ha coordinato i lavori e ci racconta cosa hanno scoperto.

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