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Il kit portatile che sequenzia il DNA nei luoghi remoti del pianeta

Cosa ci fanno dei ricercatori del Museo delle Scienze di Trento nelle foreste vergini della Tanzania? ..Sequenziano il DNA!

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E’ l’obiettivo del progetto “DNA Field Lab”, sviluppato per studiare la biodiversità dal MUSE e dall’Università di Verona in collaborazione con Oxford Nanopore Technologies e Biodiversa Trento.

Alcuni ricercatori sono volati in Tanzania e, zaino in spalla e machete in mano, si sono addentrati nella foresta tropicale sul monte Rungwe, nel sud ovest del paese. Hanno stabilito una postazione (un tavolino ed una tettoia di paglia) e, nella notte, sono andati a caccia.

Durante la perlustrazione, il team si è imbattuto in una piccola rana, dalla quale è stato prelevato un campione di sangue. La rana è stata rilasciata subito dopo. Da qui parte l’analisi dei ricercatori, grazie al kit messo a punto dall’Università di Verona, è stato possibile analizzare e sequenziare il DNA dell’anfibio. Tutto direttamente sul campo, senza necessità della strumentazione sofisticata da laboratorio.

Il gruppo ha così raggiunto l’obiettivo primario della spedizione. L’entusiasmo è salito alle stelle quando, inviata la sequenza genetica al MUSE tramite collegamento internet da telefono, questa è stata confrontata con il DNA già noto di specie simili e si è scoperto che la rana catturata era una specie nuova, non ancora nota alla scienza!

Qualcuno si chiederà perché sia utile effettuare il sequenziamento del codice genetico fuori dai laboratori. E’ proprio necessario arrivare fino in Tanzania e fare analisi in mezzo alla foresta? Ebbene, i centri di ricerca  si trovano prevalentemente nella parte economicamente sviluppata del pianeta, mentre la biodiversità è nella fascia tropicale, dove i laboratori sono molto pochi e non attrezzati. Sequenziare in loco presenta enormi vantaggi economici e logistici: con il kit è stato possibile sequenziale il DNA della rana in soli 10 giorni, mentre con i tradizionali metodi ci sarebbe voluto più di un anno e notevoli investimenti. Inoltre, l’analisi diretta e rapida permette anche di indirizzare il lavoro dei ricercatori in tempo reale e ottimizzare il tempo passato in campo, portando a casa più risultati possibili.

Qualche vantaggio anche per gli altri protagonisti della ricerca, gli animali: una volta effettuata l’analisi, la rana è stata liberata nel suo habitat naturale; non è stato necessario ucciderla per trasportarla in un laboratorio.

Al suo ritorno dal viaggio, Michele Menegon ci racconta questa straordinaria esperienza.

 

 

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