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Entomofagia: gli insetti sono serviti a tavola!

L’entomofagia, cioè la pratica di mangiare gli insetti, è attualmente molto comune in alcune culture dell’Asia, dell’Australia, della Nuova Zelanda, dell’Africa e dell’America Centro Meridionale. In altre parti del mondo, in particolare in Europa, invece, questa usanza è ancora poco diffusa: spesso rappresenta un tabù e non di rado genera un senso di disgusto.

Ma non è sempre stato così. I greci e i romani, nell’antichità, facevano largo uso di insetti nella loro dieta: le famigerate cavallette che distruggevano i campi coltivati venivano infatti uccise e successivamente consumate. Lo stesso Leonardo da Vinci, secoli dopo, scrisse un libro intitolato “Note di cucina”, in cui descriveva con precisione quali insetti fossero da considerare un alimento e quali no.

Con l’evolversi della cultura alimentare, però, questa abitudine in Europa si è persa. E allora come mai potrebbe essere utile cominciare a riavvicinarvisi?
In primo luogo perché gli insetti (che appartengono allo stesso phylum dei crostacei) sono un alimento molto completo, equilibrato e nutriente: sono ricchissimi di grassi insaturi – i grassi “buoni” – di proteine, di ferro e di vitamine del gruppo B. Alcuni di essi, come i grilli e le locuste, anche di calcio. Inoltre, l’allevamento degli insetti – a differenza di quello dei bovini – è poco impattante sull’ambiente, sia dal punto di vista delle emissioni di gas serra che da quello del consumo di suolo, di acqua e di energia. L’intera filiera risulta essere perfettamente sostenibile. La stessa FAO – l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – già nel 2003 aveva indicato l’entomofagia come una delle possibili soluzioni per risolvere i problemi di alimentazione in diverse parti del mondo.
Buoni motivi, questi, per provare a superare il blocco culturale che si innesca quando pensiamo a una dieta che prevede il consumo di insetti.

Tuttavia l’Italia, come molte altre nazioni d’Europa, al momento è sprovvista di una legislazione sull’allevamento e sulla distribuzione di insetti per uso alimentare. Anche per questa ragione non è possibile trovare grilli, larve e cavallette disponibili nel menù dei ristoranti o in vendita. La Commissione europea sta affrontando il problema proprio in questo periodo.
In Belgio e in Olanda, per esempio, da pochi mesi, è entrata in vigore una normativa sul tema che ha individuato una decina di specie idonee all’uso alimentare. Ora in Olanda è possibile trovare al supermercato questi insetti già pronti per essere mangiati.

Abbiamo approfondito l’argomento con Giulia Tacchini e Giulia Maffei, ideatrici di Entonote, un progetto che si pone l’obiettivo di diffondere in Italia informazioni e conoscenza sull’entomofagia!

Ascolta il servizio:

Assieme a loro abbiamo fatto una vera e propria degustazione di larve, grilli e locuste!!! Guardare per credere!

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