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Innominabile, disturbante e fondamentale: la cacca

Si può affrontare l’argomento “cacca” da un punto di vista scientifico?  Oltrepassando i confini della comicità popolare per spiegarne l’importanza che ricopre nella comprensione degli ecosistemi del mondo odierno e passato.

Deiezioni, escrementi, feci: comunque li si vogliano chiamare, gli scarti della digestione sono oggetto di studio per analizzare le strategie evolutive nonché un veicolo di numerose informazioni. Le feci contengono un’enormità di informazioni per le indagini sugli animali in natura; ci forniscono dati sull’alimentazione, sulla presenza di parassiti, sullo stato di salute dell’individuo che li ha prodotti; se carichi di ormoni, possono essere usati come segnali per i conspecifici.

Anche gli escrementi fossili, detti coproliti, non sono semplici reperti paleontologici, ma bensì preziosi indicatori dell’ecologia degli animali estinti, poiché forniscono informazioni sulla dieta, sull’habitat e sulla salute di una specie ormai scomparsa.

Marco Ferrari, giornalista di Focus ed esperto zoologo, ci illustra le funzioni irrinunciabili degli scarti metabolici, dai coralli ai chicchi del caffè più pregiato del mondo.

Trovate l’intervista divisa in due parti:

Un’ascoltatrice, sul tema, ci ha inviato la seguente domanda:  «se i pipistrelli stanno a testa in giù, come fanno ad espletare i “bisognini”?». Marco Ferrari le ha risposto così…

In Italia, il libro La Cacca: Storia naturale dell’Innominabile di Nicola Davies ha vinto il Premio Andersen per la divulgazione scientifica nel 2005 e il Premio Libro per l’ambiente – Legambiente nel 2006. Prendendo esempio da questa pubblicazione, venne organizzata la mostra itinerante Storia naturale dell’innominabile: la cacca, ospitata a Ravenna, Genova, Riccione, Cagliari, Trento e Napoli.

Non si tratta di provocazione ma di un approccio scientifico a un tema troppo spesso sminuito. La storia dell’evoluzione passa anche attraverso la cacca, di qualsiasi specie o tipo sia.

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