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13 settembre 1843. Ore 16.34: il cranio di Phineas Gage è trapassato da una sbarra di ferro. Sopravvive. É rivoluzione nelle neuroscienze.

Stava preparando una carica esplosiva per far saltare alcuni blocchi di roccia. Questo stava facendo Phineas Cage nelle prime ore del pomeriggio di quel 13 settembre del 1843. Lavorava nelle ferrovie americane c’erano quei massi che andavano rimossi. Phineas stava spingendo un pistone di ferro, del diametro di un paio di centimetri, in un cilindro nel quale l’esplosivo era compresso. Qualcosa non andò per il verso giusto, probabilmente una scintilla generata dall’attrito fra i due metalli, e ci fu l’esplosione. Il pistone di ferro uscì a gran velocità dal cilindro, penetrò nello zigomo sinistro di Phineas e uscì sopra, nella zona del cranio sovrastante l’arcata sopraciliare sinistra.

Phineas Gage

Inutile dire che c’era una probabilità su un milione che l’uomo potesse sopravvivere. Ma per Phineas Cage le cose andarono esattamente così. In ospedale un intervento chirurgico andò a buon fine e Phineas visse altri 17 anni. Ma il suo carattere cambiò profondamente, trasformandolo in un uomo violento. Con questo incidente si aprì una finestra nelle scienze del cervello, un passaggio che non sarebbe stato possibile ottenere con nessuna attività sperimentale, ovviamente.

Pietro Pietrini, Direttore dell’Unità Operativa di Psicologia Clinica nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa, ci racconta questa storia e il suo significato scientifico, intervistato da Federico Pedrocchi.


Intervista a Pietro Pietrini: “13 settembre 1843 – Phinias Gage


Gianluca Liva

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