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Big match: Vinile contro CD! Ma in realtà si riesce ad ascoltare buona musica?

 

Uno stesso brano, per esempio un famoso live di Frank Zappa (ne parliamo nella trasmissione, infatti), registrato su vinile e su CD. Quale dei due è migliore dal punto di vista del sound? A Moebius abbiamo pensato di capire se c’è modo ….. di capire. In studio avevamo un ingegnere informatico che ha analizzato il problema e come vedrete la risposta è tutt’altro che banale.

Ma poi sorgono un sacco di altri problemi, perché nell’era del download la qualità del sound evapora abbondantemente. Esiste la possibilità che si faccia vivo un formato per download migliore di quelli esistenti? E, tornando a Vinile contro CD, se i sostenitori del Vinile dicono che una certa “aria” che si sente nel disco analogico poi si perde nel CD, esistono supporti digitali che questa aria ce la fanno sentire? Infine: con che cosa ascoltiamo la musica? Perché il problema è che gli impianti hi-fi non sono tutti uguali e le differenze, in termini di costi, sono notevolissime se puntiamo alla qualità del suono.

Potrebbe esser interessante riaffrontare il tema in trasmissione dopo aver raccolto le vostre opinioni!
Ascolta la puntata

Lasciate qui sotto un vostro commento o scriveteci a moebius@radio24.it

Un formidabile errore! Nella prima puntata dedicata al tema Vinile vs CD il contributo “tecnico” di un ospite conteneva una notevole inesattezza. Qui trovate il link alla puntata del 26 luglio nel quale ripariamo al danno. Lo facciamo con Goffredo Haus, direttore del Dipartimento di Informatica della Università Statale di Milano e docente di Informatica musicale.
Ma nel suo contributo è anche contenuta una importante e nuova informazione sul tema della versione digitale della musica. Haus ci segnala che i file musicali dovrebbero essere registrati, a monte, in modo da essere i più adatti al supporto hardware con il quale poi li si ascolterà.
Sentite cosa ci ha raccontato:

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Ultimi commenti

  • Daniele 25 settembre 2015 / ore 20:28

    Allora, ho sentito parecchie cavolate quindi mi permetto di confutare, ed essendo perito elettronico si presume che qualcosa ne capisca.
    1)Il teorema di nyquist shannon dice solamente che per ricostruire fedelmente un segnale analogico in digitale (evitando quindi il fenomino dell’aliasing, ovvero infinite repliche dello spettro base) si deve campionare almeno al doppio della frequenza massima del segnale analogico in questione, quindi 44,1 Khz prendendo il riferimento 20 Khz vanno benone perchè siamo un po’ più del doppio. E ovviamente sono 44,1Khz per canale, quindi non centra nulla il fatto che sia stereo, semplicemente non sapeva cosa dire e si è arrampicato sugli specchi.
    2)La distorsione che il tipo cita esiste, è vero, ma c’è pure in digitale coi cd, solo che mentre il cd tende a distorcere prevalentemente nelle armoniche dispari il vinile lo fa sulle armoniche pari, le quali suonano più euforiche all’orecchio umano, da qui la percezione di un suono più caldo, mentre il supporto digitale (pur avendo prestazioni migliori in termini di distorsione) concentra la distorsione sulle armoniche grado dispari, più dissonanti per l’ascoltatore.
    3)Il rapporto dinamico ottenibile su vinile (escorsione tra bassi medi e alti) difficilmente supera i 45 db, mentre sul cd arriviamo teoricamente a 96 db, dico teoricamente perchè di fatto anche se sulla carta guardando i parametri il cd è migliore le case discografiche hanno dato origine alla loudness war, che ha screditato il cd.
    La loudness war consiste in una guerra tra case discografiche a chi incide il cd che suona più forte, ma per fare questo si rovina completamente la dinamica, appiattendo il suono, non esiste più quasi differenza tra bassi medi e alti!!!
    Si fanno cd che suonano forte perchè così si spera di colpire l’ascoltatore e si pensa che magari se uno ascolta musica per città in mezzo al traffico sia buona cosa avere un disco che suona forte e che copre i rumori di fondo della strada.
    Senza contare che molti oggi non dispongono di un impianto hi-fi adatto, e quando dico adatto parlo anche sui 1000 euro o un po’ sotto, non serve spendere migliaia di euro per sentire la differenza tra uno stesso album prodotto su cd e su vinile.
    4)È a causa del fatto che la maggior parte dei giradischi fossero mal installati e regolati (perchè la gente non sa/vuole farlo!!!) che molti erano convinti o son tutt’ora convinti che un lp suoni peggio di un cd e che dopo poche decine di ascolti un lp sia da buttare o che abbia una qualità molto degradata, in realtà un lp ben trattato e conservato può durare anche 100 anni.
    Un giradischi mal regolato rovina i dischi molto presto, questo è vero, vengono letteralmente arati se la testina non li percorre correttamente.
    5)È vero che esiste il sacd, dvd audio e ultimamente anche il Blu-ray Pure Audio, ma si sono presi la briga di domandarsi quanti dischi o cd sono stati ristampati in questi formati? Purtroppo il catalogo è molto ristretto. Del resto se ho scelto di avere cd e vinili in casa e non altri supporti ho sicuro fatto le mie valutazioni. Avere un formato ad alta definizione da poter scaricare sarebbe ottimo se venisse fatto, ma non mi pronuncio perchè non so nulla a riguardo, così come non avendo mai ascoltato questi nuovi formati digitali in alta definizione non posso permettermi di criticare a priori.
    6)Esistono cd che suonano ottimamente ma anche vinili incisi da schifo, così come esistono cd incisi da schifo e vinili incisi ottimamente. Purtroppo in italia siamo famosi per le stampe di bassa qualità ad eccezione di poche etichette come la rca, per tale motivo spesso gli appassionati preferiscono una stampa americana, inglese, francese ,ecc… a una italiana pur pagandola di più.
    Saluti a tutti.

    1. Daniele 25 settembre 2015 / ore 20:34

      In conclusione direi quindi, che purtroppo, le case discografiche si son impegnate, con al loudness war a screditare il cd, facendolo passare per un supporto di qualità infima, di fatto non lo è, se venisse inciso come si deve, sono tutte scelte di marketing.

  • manfredi 3 settembre 2015 / ore 18:54

    dopo una breve introduzione del teorema di nyquist ad opera dell’ESPERTO

    01:58 ” cosa serve registrare a 44 se tanto noi udiamo 20?
    Risposta: il cd è stereo
    questo la laurea l ha presa in albania col trota, ma davvero avete pagato un intervento con dei soldi pubblici

    1. Daniele 25 settembre 2015 / ore 17:53

      Ma si infatti anche io son rimasto scandalizzato, sta citando a sproposito il teorema di nyquist shannon senza sapere cosa dice esattamente, quel teorema dice semplicemente che per evitare l’effetto aliasing e riuscire a ricostruire in digitale un dato analogico devi campionare almeno al doppio della frequenza massima, percui se il riferimento sono i 20 Khz siamo un po’ oltre al doppio.

  • Sonia 3 ottobre 2014 / ore 10:16

    Si tratta di discorsi da audiofili. Una nicchia di persone che acquista impianti da 10/20.000 €. La verità e che la maggior parte della gente ha uno stereo che costa 150 euro. Il mercato si muove per soddisfare la massa e quindi altro che CD o vinile! Oramai il livello è sceso all’MP3.
    Sonia

  • raffaele 31 luglio 2014 / ore 04:49

    la mia esperienza di ascolto in HI FI mi porta a constatare che, a parità di impianto di ascolto, non esiste un supporto migliore dell’alltro, esiste una registrazione incisa meglio di un altra.
    Ho dei vinili che suonano da cani e dei CD con l’anima dentro, ma posso dire che esistono anche dei CD inascoltabili e dei vinili con audio perfetto.

  • Rick 29 luglio 2014 / ore 15:18

    Come ormai corretto da Pedrocchi, l’esperto che parlava dal punto di visto tecnico sull’audio digital nel programma di 28.06, ha detto primo, giustamente, che il sampling del CD a 44,1 kHz è necessario per evitare la limita di Nyquist, ma dopo ha aggiunto che questo sampling è diviso fra i due canali di stereo quindi i 44.100 campioni ogni secondo sono necessari per campionare il suono di ogni canale almeno a 20 kHz.

    Questo secondo concetto è sbagliato. Per evitare la limita di Nyquist si deve di solito campionare al minimo al doppio della frequenza dell’onda che si vuole risolvere (riprodurre). Meglio più del doppio, ma il doppio è il minimo tranne in casi particolari, per esempio se l’onda ha una forma molto regolare e/o prevedibile (che non lo è in audio).

    Quindi la prima dichiarazione era giusta: 44.1 kHz fu scelto per riprodurre suoni fino a 20 kHz. Il campionamento è effettuato così per ambedue canali. Non è diviso fra le due.

  • Domenico 25 luglio 2014 / ore 14:18

    se non ti frega niente di come ascolta il tuo cervello non ti preoccupare studia un po di musica, poi dopo una decina di anni
    studia la quantizzazione.
    Oggi non è mai la tecnologia superiore ad un’altra o più comoda, ma la messa appunto che conta.da parte di uomini artisti tecnici compositori.

  • Eures 30 giugno 2014 / ore 20:16

    Ma non è vero che ci vogliono 5.000 Euro per giradischi-testina-amplificatore-casse, 1.000 bastano e avanzano per un buon vintage…

    1. Daniele 25 settembre 2015 / ore 18:08

      Certo che bastano, sui 1000 euro siamo al livello del mio impianto stereo infatti, e posso assicurare che se il giradischi è tarato correttamente e le stampe sono di buona qualità la differenza si sente eccome!!!

  • Maurizio 30 giugno 2014 / ore 11:00

    Si dice che il vinile sia meglio, ma è solo l’argomento dei nostalgici!… per una volta non dell’olio di ricino…
    Si dice che il vinile consenta una maggiore dinamica perché non affetto dagli inevitabili “arrotondamenti” dati dal campionamento digitale… I test di laboratorio sono l’unica cosa che può dare la risposta sulla reale qualità del suono ma sono appunto test di laboratorio, quindi chi se ne frega! Voglio dire che in realtà non glie ne frega nulla a nessuno dato che siamo umani con un hi-fi mediocre e non sensori di laboratori in mezzo a costosissime apparecchiature di riproduzione.
    La realtà è che il vinile è un materiale del cavolo per di più con notevoli caratteristiche triboelettriche, insomma attira la polvere ed è tenero, si riga che è una bellezza e anche se non si riga si usura quando la puntina passa nel solco essendo di materiale duro usura molto il materiale quindi dopo un po’ di volte si sente di merda, punto.

    1. Daniele 25 settembre 2015 / ore 18:42

      Impara a regolare bene il tuo giradischi, allineando la testina con la dima e calibrare corettamente il peso di lettura, poi ne riparliamo 🙂 Se il giradischi è ben regolato i dischi si usurano molto meno e ne godrai per molti anni, un disco può durare anche 100 anni se correttamente conservato!!!