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Barche a vela riciclabili

Le barche a vela, nel momento in cui vengono dismesse, finiscono in discarica senza che i materiali di cui sono composte vengano riutilizzati.

Un grave problema di riciclo che non riguarda solo il mondo delle imbarcazioni ma quello, ben più vaso, dei materiali compositi.

Il recupero e la separazione degli elementi che compongono una barca a vela è molto complesso, così come è dispendioso il processo di produzione in sé.

Un ciclo produttivo tutt’altro che virtuoso ma che potrebbe essere rivoluzionato da una “filosofia” completamente diversa.

 

È il caso della GS4C, Go Sailing, for a Change; un’azienda che ha identificato una fibra a base di basalto – la roccia che spesso compone la lava vulcanica – che può essere reinserita di nuovo in fornace alla fine della “vita” di una imbarcazione per produrne… un’altra.

La fibra, al termine del processo di recupero, mantiene inalterate le sue caratteristiche comportando risparmio di energia e un forte beneficio per l’ambiente.
Se si usasse la lava per produrre le barche, in conclusione, si risparmierebbe un sacco di energia.
Un’idea che potrebbe influire in tutto il mondo dei materiali compositi, dalle pale eoliche alle macchine da Formula 1, fino all’edilizia.

D’altronde «se si riesce a costruire una barca, si può fare qualunque cosa», come ha spiegato Enrico Benco, Amministratore Delegato di GS4C, in questa intervista.

 

 

 

 

 

 

 

 

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