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La nascita del luppolo italiano, tra ricerca e avvio della produzione

Il luppolo italiano non esiste. O meglio, non viene coltivato in maniera diffusa. Si sta facendo ricerca per selezionare i genotipi di qualità in un campo sperimentale dell’Università di Parma e si è avviata la prima start up che produce luppolo italiano al 100%.

A Cibus, il Salone Internazionale dell’Alimentazione che si è svolto a Parma dal 9 al 12 maggio, si è tenuto il seminario “Luppolo italiano, coltivando la rivoluzione”, organizzato da Birra Nostra, società che si occupa di promuovere e diffondere la cultura della birra artigianale in Italia. In questa occasione sono intervenuti Eugenio Pellicciari di Italian Hops Company e Tommaso Ganino, ricercatore del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma.

 

 

Non esiste luppolo italiano coltivato in maniera diffusa, ma da anni sul nostro territorio fioriscono birrifici artigianali che devono rifornirsi di materia prima in Germania, nei paesi anglosassoni o in Europa orientale.

Perché non viene coltivato luppolo autoctono italiano?

Senza dubbio la birra artigianale adesso sta conoscendo una diffusione e una celebrità senza precedenti. Questa bevanda, fino a pochi anni, non rappresentava la tradizione e la cultura italiana, molto più legata al vino e alla coltivazione della vite, ma le cose stanno cambiando anche alla base della filiera.

A Marano sul Panaro (MO) la giovane azienda di Pellicciari, nata come spin off di un progetto di ricerca dell’Università di Parma, è la prima in Italia a coltivare luppolo italiano su un terreno di due ettari e mezzo.
Tommaso Ganino lavora su un progetto di ricerca per la selezione dei genomi di luppolo italiano con le migliori caratteristiche organolettiche.

Il 15 e il 16 di luglio 2016, a Marano sul Panaro in occasione della Festa del Luppolo, il team presenterà anche i risultati della ricerca.

Il cammino per avere una birra 100% ‘made in Italy’ è lungo, ma è già inziato!

 

Qui l’intervista a Eugenio Pellicciari e Tommaso Ganino direttamente da Cibus:

 

 

 

 

QUI trovate, invece, il video con le interviste integrali ai protagonisti del seminario “Luppolo italiano: coltivando la rivoluzione!”

 

 

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