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Gli animali provano piacere sessuale?

Il nostro ascoltatore Giuseppe ci ha domandato:

 

I rapporti sessuali negli animali nascono solo dall’istinto ormonale e riproduttivo oppure gli animali provano piacere sessuale?

 

Per rispondere abbiamo contattato Lisa Signorile, giornalista scientifica e autrice del libro “Il coccodrillo come fa. La vita sessuale degli animali”, edito da Codice Edizioni.

Consideriamo due fattori. Il primo è che la riproduzione comporta una gran fatica e se gli animali non avessero una ricompensa immediata non si sforzerebbero così tanto. Il secondo è che se per animali intendiamo solo i vertebrati, allora si può affermare che provino piacere sessuale. Nel caso degli invertebrati, invece, è molto più difficile capire quale sia la “scintilla” che li spinge a riprodursi.

L’origine del piacere sessuale è stata ricercata anche in laboratorio con vari esperimenti sui topi. Dopo avere impiantato un elettrodo in un particolare punto del cervello, il setto, un topo venne messo in un labirinto nel quale una zona del pavimento era elettrificata. Il roditore avrebbe dovuto evitare quella superficie ma i ricercatori osservarono che, invece, il topolino continuava ad andarci incessantemente. Il perché fu presto chiaro: la scossa gli procurava un piacere simile a quello dell’orgasmo.

A quel punto i ricercatori passarono alla fase successiva. Costruirono una levetta che, se azionata, avrebbe dato al topo quella piccola, ma tanto gradita, scossa elettrica. Il risultato fu che il topolino ne era completamente rapito, tanto da rinunciare al cibo.

Anche gli esseri umani rispondono al piacere nella stessa area del cervello, così come gli altri mammiferi.

Di conseguenza: sì, i mammiferi provano piacere sessuale e conosciamo il punto del cervello dove questo nasce.

Ma la domanda del nostro ascoltatore ci ha fornito l’occasione per scoprire qualcosa di più riguardo alla – estremamente varia – sessualità degli animali.

 

Per alcune specie, infatti, l’attività sessuale è questione di pochi istanti mentre in altre l’accoppiamento dura giorni. È il caso, abbastanza scontato, del bradipo. I gatti domestici, invece, hanno rapporti brevissimi ma molto frequenti e ripetuti per diversi giorni e con molteplici partner. I leoni maschi hanno un vero e proprio harem (così come anche altre specie) e raggiungono spesso i 100 accoppiamenti al giorno. Un record?

No. Il primato di “impegno” nella riproduzione spetta al piccolo antechino di palude (Antechinus minimus), un minuto marsupiale australiano. Nel periodo dell’accoppiamento il maschio smette di nutrirsi, di pulirsi e di dormire e passa l’ultimo mese della sua vita alla costante ricerca di una compagna. Ebbene sì, l’antechino di palude muore sfinito pur di accoppiarsi.

Antechinus
Antechinus minimus

 

La sessualità degli animali, però, non si limita al solo istinto di riproduzione. L’autoerotismo per esempio è una pratica molto diffusa in più specie. È il caso del delfino. Sia i maschi che le femmine indulgono in atti di autoerotismo. I delfini di solito utilizzano il fondale di spiagge basse e piene di ciottoli per strofinare i genitali e procurarsi piacere ma non mancano esempi più bizzarri, come dimostra il filmato di questo esemplare che utilizza un… pesce decapitato.

Non è una cosa da poco dato che i delfini non hanno le mani, che invece non mancano ai primati. Le femmine di orango sono in grado di usare le liane come dei dildo mentre quelle di scimpanzé si dimostrano molto più stravaganti nella scelta degli oggetti.

E cosa dire riguardo ai rapporti omosessuali tra animali?

La risposta nel servizio:

 

 

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