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L’arrivo dell’uomo di Neanderthal in Italia

L’uomo di Neanderthal è comparso in Italia 250.000 anni fa: molto prima di quanto si credesse sinora. A rivelarlo uno studio condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in collaborazione con le Università Sapienza di Roma e Madison-Wisconsis, pubblicato su Quaternary Science Reviews.

La prima datazione della presenza dei Neanderthal in Italia venne fatta dall’antropologo Sergio Sergi nel 1929. In quell’anno, infatti, il team di ricercatori rinvenne un cranio (denominato Saccopastore I) appartenente a un individuo femminile di Neanderthal nella Valle dell’Aniene di Saccopastore a Roma. Pochi anni più tardi, nel 1935, il paleontologo Alberto Carlo Blanc e l’archeologo Henri Breuil scoprirono un secondo cranio, questa volta appartenente a un maschio neanderthaliano (Saccopastore II). I reperti vennero fatti risalire a 125.000 anni fa.

Si trattava di una datazione in contrasto con quella generalmente attribuita ai resti dei Neanderthal scoperti nel resto d’Europa e che ha spinto i ricercatori dell’INGV a sviluppare un approccio “geologico” alla ricerca. I crani sono stati ritrovati in una cava di ghiaia fluviale sulle sponde dell’Aniene, poi sepolta per costruire gli edifici che oggi costeggiano la Tangenziale Est di Roma. Gli studiosi hanno indagato la genesi di questo banco e i risultati del nuovo lavoro hanno dimostrato che i resti di Saccopastore sono più vecchi di oltre 100.000 anni.

Fabrizio Marra, il ricercatore dell’INGV che ha coordinato la ricerca grazie alla quale è stato possibile retrodatare la presenza dell’uomo di Neanderthal in Italia, ci racconta i dettagli dello studio.

 

 

In questa gallery è possibile osservare i calchi dei due reperti di uomo di Neanderthal e il luogo della scoperta

 

 

 

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Ultimi commenti

  • Rossi Omero 29 marzo 2016 / ore 16:43

    Non è vero che l’Homo di Neanderthal è arrivato da noi 250.000 anni fà. L’uomo era qui almeno 6 milioni di anni fà. L’uomo, già come noi, viveva qui, le sue prime tracce si trovano nella grande Barriera Corallina Romagnola(Spungone) Questa iniziò la sua deposizione circa 11 milioni di anni fà, proprio qui nel Golfo Padano. l’uomo andava nella Grande Barriera Corallina Romagnola (RA) che inizia(oggi) da Marzeno(RA) e termina a Cesena. Leggi ” Il primo Uomo: ciottoli di luce ” dove mostro le nostre vere origini con oltre 60 fotografie che documentano questa ricerca Antropologica :
    ..è ai manufatti che bisogna guardare per capire di quale livello cognitivo fossero dotati i loro artefici… questo il pensiero di Ian Tattersall (antropologo curatore della divisione Antropologica del Museo di Storia Naturale di New York).
    Il giorno in cui potremo dire con certezza che l’uomo riusciva a trasformare la materia di un ciottolo in uno strumento prima immaginato e poi realizzato, prodotto con serialità e standardizzazione, quel giorno noi potremo parlare del primo uomo.
    Questa è la prima ricerca che dimostra, attraverso opere attestanti una così articolata tradizione culturale, la presenza dell’uomo ininterrottamente nello stesso territorio, dall’inizio alla fine dell’età della pietra, in giacitura primaria e con ritocco. Dalla raccolta ed osservazione di vari strumenti, deduco che l’uomo sia stato uomo sin dall’inizio, un uomo che pensava e parlava, in grado di adattarsi ai grandi cambiamenti climatici delle ere glaciali ed interglaciali ed evolversi continuamente, pena l’estinzione.
    Vicino a Faenza, nel sito chiamato “villaggio”, che allora si trovava nei pressi di una laguna, è possibile sia cominciata la storia dell’uomo : infatti questo è l’unico sito al mondo dove i primi strumenti litici sono stati raccolti contemporaneamente al loro Autore.
    Grazie
    Omero
    tel 0546 47075