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Il dispositivo “soft” che riproduce il senso del tatto

Un innovativo materiale soft che percepisce forze di diversa intensità e provenienti da diverse direzioni, riproducendo così il senso del tatto. Arriva dal Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia

 

(IIT) a Pontedera ed è un’innovazione tecnologica low cost e dalle innumerevoli applicazioni.

 

Il sensore è composto da più strati di materiale conduttivo, polimeri elastici e silicone, non perfettamente sovrapposti. Tra gli strati, infatti, c’è un sottile cuscinetto d’aria che, aumentandone la comprimibilità, fa si che il dispositivo sia estremamente sensibile e rilevi sia un lieve sfioramento, sia sollecitazioni più forti, come quelle che intervengono nella presa di un oggetto. Il sensore, inoltre, funziona su tre assi: può recepire pressioni verticali, ma anche forze provenienti da altre direzioni.

 

I ricercatori nel mettere a punto questo nuovo dispositivo si sono ispirati al regno vegetale: le piante, con le loro radici, sondano il suolo circostante in modo tattile, elaborando la diversa pressione che il terreno imprime sulla radice stessa. Un po’ come le dita della mano quando si muovono su un tavolo alla ricerca di un oggetto.

(Non è la prima volta che le piante ispirano i ricercatori del CMBR… vi ricordate Plantoide?)

 

Questo sensore touch ha due enormi vantaggi: il basso costo dei materiali e della produzione e l’estrema adattabilità a tutte le superfici.

Queste caratteristiche lo rendono adatto alla produzione su larga scala e fanno immaginare moltissime applicazioni. Ad esempio, sarà possibile sviluppare interfacce intelligenti per la domotica; ma anche, in ambito medico, si potranno realizzare tessuti indossabili capaci di leggere parametri vitali e, persino, protesi innovative che saranno in grado di restituire il senso del tatto a chi ha subito amputazioni o traumi.

 

Ne abbiamo parlato a Moebius con Lucia Beccai, ricercatrice del Centro di Micro Bio-Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, coordinatrice del gruppo di ricerca che ha realizzato il sensore.

 

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