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Adolescenti Antisociali

Vorrei che non ci fosse età di mezzo fra i dieci e i ventitre anni, o che la gioventù dormisse tutto questo intervallo; poiché non c’è nulla in cotesto tempo se non ingravidare ragazze, vilipendere gli anziani, rubare e darsi legnate“.

Con queste parole, tratte dall’opera teatrale di Shakespeare “Il Racconto d’Inverno” del 1611, Moebius si avvicina al tema dell’antisocialità nel periodo dell’adolescenza. La riflessione nasce a partire da un saggio intitolato: “Senza paura, senza pietà”, edito da Raffaello Cortina e curato dallo psicoterapeuta Alfio Maggiolini, docente di Psicologia del Ciclo di Vita all’Università di Milano-Bicocca.

 Nell’età dell’adolescenza, l’infrazione delle regole può essere semplicemente l’espressione di una crisi legata al processo di crescita e all’esigenza di assumere un ruolo e comportamenti più autonomi ed efficaci. In alcuni giovani, tuttavia, questa fisiologica tendenza alla trasgressione si orienta in una direzione antisociale, che può minare sia l’equilibrio del processo di sviluppo, sia l’acquisizione di un’identità matura.

Alfio Maggiolini ci spiega cosa c’è alla base di questi comportamenti antisociali, come valutarli e i possibili metodi d’intervento.

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