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Quello strano comportamento umano che si chiama sinestesia

Perché se un suono è acuto tendiamo a pensarlo “alto”, mentre se il suono è grave lo collochiamo in basso? E perché se dobbiamo associare la parola “miil” (non importa se è priva di senso) a un angolo geometrico, ci viene spontaneo pensare a un anglo acuto, mentre “mool” ci rimanda a un angolo ottuso?

Sinestesia è la definizione di quei fenomeni percettivi nei quali si mescolano sensorialità differenti, una commistione di segnali che appartengono a mondi separati perché udire suoni è molto diverso dal guardare angoli.

Vi sono soggetti umani, poi, che hanno enormemente sviluppata questa singolare modalità comportamentale, il che significa che costoro, per esempio, sentono immediatamente odori in presenza di certi suoni o vedendo determinati panorami, e questo comportamento è costante e frequentissimo. Però siamo tutti e tutte un po’ sinestetici, e gli esempi di cui sopra lo dimostrano.

Abbiamo intervistato Cesare Parise, psicologo sperimentale, ricercatore al Discof (Dipartimento di Scienze cognitive e della formazione) di Rovereto e al Dipartimento di Psicologia Sperimentale di Oxford.

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